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Comunicare con il bambino

Oggi abbiamo la possibilità di inviare rapidamente messaggi in ogni luogo andando al di là di ogni limite fisico, ma ancora, in molti casi, non abbiamo sviluppato un miglior uso di questa comunicazione, non prestando la giusta attenzione a tutti quei messaggi non verbali; questo ci aiuterebbe molto nel comprendere i bambini più piccoli, ancora incapaci di usare la parola.

Il neonato utilizza tutte le sue parti del corpo per comunicare, per stabilire una relazione con il mondo che lo circonda. Il suo modo di comunicare inizia fin dalla nascita e varia perfezionandosi a seconda del risultato che producono i suoi sforzi, è compito degli adulti che lo circondano incoraggiare questa comunicazione per favorire un migliore e più completo sviluppo del bambino.

Naturalmente il rapporto tra madre e bambino è privilegiato, il neonato dimostra subito di avere per lei una preferenza, riconosce la sua voce tra tutti i suoni dell’ambiente. Parlare al bambino lentamente e a bassa voce produce immediatamente attenzione e concentrazione, capisce che la voce arriva dalla bocca della sua mamma e così anche lui prova a muovere la sua. La voce è il sistema con cui mamma e bambino comunicano sin dalla gravidanza, ma dopo la nascita il loro rapporto si arricchisce anche della vista e del tatto, attraverso il sorriso della mamma il bambino reagisce positivamente all’essere umano.

Tutto lo sforzo che fa il bambino per comunicare con il mondo esterno non è necessariamente rivolto alla richiesta di cibo o cure fisiche, ma molte volte è semplicemente finalizzato a cercare un contatto con il mondo che lo circonda. Non perdiamo mai l’occasione di comunicare con i piccoli, ricordando che è un veicolo di conoscenza del bambino per ricevere risposte ad un suo sorriso, pianto, sguardo o movimento, a tutti gli sforzi che fa per attirare l’attenzione degli adulti e comunicare a modo suo.

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