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Lo sviluppo dell’intelligenza attraverso la musica

Senza timore di smentita possiamo tranquillamente affermare che la musica fornisce molteplici stimoli nei bambini, a cominciare dal ragionamento, dalla capacità di fare i calcoli e lo sviluppo del linguaggio. Ha una importanza fondamentale per lo sviluppo del cervello ancor prima che nasca.

Cosa succede nel cervello
La musica ha la capacità di stimolare entrambi gli emisferi del cervello.
Quello destro, sede delle emozioni e delle capacità sensitive, coglie il timbro della musica e la melodia. L’emisfero sinistro, invece, che controlla i processi logici, analizza il ritmo e l’altezza dei suoni. Il risultato è un’intensa ginnastica della mente i cui benefici effetti riguardano anche altre abilità, come la capacità di formulare ragionamenti astratti e di aumentare le competenze analitiche e matematiche. Ci sono studi che dimostrano come dei bambini di 3/4 anni, a cui venivano insegnati canto e pianoforte, miglioravano la capacità di orientamento, di disegnare e di mantenere attenzione. Merito della musica classica che, più di ogni altro genere musicale, attiva gli stessi circuiti cerebrali che usiamo quando dobbiamo risolvere un problema di matematica o geometria.

La musica per i bambini di due o tre anni d’età deve essere prima di tutto un divertimento.
Piccoli strumenti o oggetti di uso quotidiano che fanno rumore sono indispensabili:
sbattendo, pizzicando, scampanellando, giocando con tamburi, xilolfono, sonagli o legnetti, i piccoli scoprono che il loro gesto produce suono.
Il suono migliora la coordinazione psicomotoria e le capacità cognitive e questi infatti stimoli vanno in primo luogo a colpire l’orecchio, che ci aiuta nell’orientamento più della vista, è infatti un organo eccezionale che percepisce tutto lo spazio, a differenza dell’occhio che ha sempre una visione parziale.

Nessun genere musicale è escluso: dai rumori a Mozart, fino ai ritmi contemporanei, etnici o rock vanno bene per avvicinare un bambino all’universo dei suoni: ciò che più conta è che lui si diverta, che giochi e sia libero di percuotere, far tintinnare, pizzicare le corde di strumenti e giocattoli sonori.
Il bambino durante le fasi dello sviluppo invia ai suoi genitori, o a chi si prende cura di lui, dei segnali, il dialogo “sonoro” inizia con vocalizzi, gridolii, percussioni di giochi, è bene quindi interagire con lui facendogli capire com’è divertente ascoltare insieme l’effetto che fa.

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