il baule volante

Il baule volante – Storie per bambini

Leggete ai vostri bambini la fiaba di Hans Christian Andersen, riadattata a lieto fine, Il baule volante! Volerete insieme, con la fantasia, in un paese lontano lontano dove, il giovane Ilba, trova la sua fortuna. Buon divertimento!

 Il baule volante

C’era una volta, in un lontano paese, un ricco mercante che lavorando e risparmiando durante tutta la sua vita aveva accumulato una straordinaria fortuna.

Il povero mercante però, non riuscì a vivere la sua vecchiaia in agiatezza, morì infatti prematuramente e tutte le sue ricchezze andarono in eredità a suo figlio llba.

Il giovane, non avendo mai lavorato un sol giorno in tutta la sua vita non si rese conto della fortuna che il destino gli aveva assegnato, ed in poco tempo sperperò tutte le sue ricchezze tanto da finire in miseria.

Finiti i soldi anche tutti gli amici se ne andarono dimenticando tutti i banchetti, i regali e l’allegria che Ilba gli aveva donato. Rimase così, solo, povero e senza arte ne parte.

A pensarci bene… c’era una cosa che Ilba sapeva fare come nessun altro… Raccontare delle fiabe.

Un giorno mentre bighellonava per la città incontrò uno strano signore seduto su un bellissimo baule lo guardo e gli disse:

“Signore che bellissimo baule avete”

”Grazie caro giovane, siete la prima persona che mi rivolge la parola da quando sono arrivato in città. E’ tanto tempo che sono in viaggio da solo. Se mi farete compagnia vi offrirò un po’ di cibo”.

Il giovane che non mangiava da giorni, accettò l’invito ed iniziò a raccontare delle storie fantastiche per fargli passare qualche ora in allegria.

”Mio caro Ilba le tue storie mi hanno proprio divertito, un giorno te ne sarò riconoscente.

Ilba si dimenticò presto di quell’episodio, aveva ben altri problemi per la testa, anzi nello stomaco.

Un giorno sentì bussare con forza alla porta della sua umilissima dimora.

“Chi mai può essere, ormai mi hanno abbandonato tutti?” domandò incuriosito il giovane …

“Strano mi era parso che qualcuno avesse bussato, ma qui non c’è nessuno” ma volgendo lo sguardo verso il basso disse sorpreso…

“Oh, il bellissimo baule dello straniero… che ci fa qui e lui dov’è?

Che strano, come ha fatto a portare fino a quassù questo baule così pesante senza fare il minimo rumore? Beh, già che è qui apriamolo chissà che cosa ci sarà al suo interno”.

Immaginatevi lo stupore e anche la tristezza nel vedere che il baule era vuoto.

“Sono proprio sfortunato, tutti mi hanno abbandonato, non ho più nulla e l’unico regalo che mi fanno è un baule vuoto… almeno potevano metterci dentro un po’ di cibo… ho una fame che non ci vedo”.

Sconsolato si guardò attorno e visto che non possedeva più neanche un letto dove sdraiarsi si sedette dentro il baule. Si era da poco appisolato quando sentì improvvisamente un tremore, piccole scosse facevano tremare il baule e uno strano soffio si sentiva sibilare. Il giovane stava per alzarsi in piedi quando capì quello che stava succedendo e fece appena in tempo a ritrarsi.

“Aiuto, aiuto, il baule sta volando.”

il baule volante

Si trattava di un baule magico. Ilba tornò felice pensando a tutto quello che avrebbe potuto fare con un così straordinario oggetto. Nel frattempo il baule continuava il suo viaggio e Ilba, un po’ preoccupato, chiese al baule:

“Amico, dove mi stai portando?”

Sporgendosi dal baule vide sotto di sé una bizzarra città con le casette bianche come il gesso, cupole luccicanti e strani pennacchi in cima ai tetti … erano giunti in Turchia.

Appena toccò terra nascose il baule in un boschetto ed affascinato si recò a visitare la città. Era veramente bellissima. Ad un tratto vide un palazzo, il più bel palazzo che avesse mai visto. Ad una donna di passaggio domandò:

“Scusate buona donna, ma chi abita in quel palazzo? E in quella torre così alta?”

“In quel palazzo vive il Sultano e nella torre è rinchiusa la nostra bellissima principessa, la costringono a vivere sola, per colpa di una maga che le ha predetto il futuro.”

“Di che profezia si tratta?”

“Da piccina le fu predetto che un fidanzato scellerato l’avrebbe abbandonata nel giorno delle nozze e, per evitare la disgrazia, i genitori la tengono rinchiusa nella torre.”

“La dovrò salvare” pensò Ilba fra sé e sé, “per me, che possiedo un baule magico, sarà uno scherzo arrivare fino a quella finestrella lassù e raggiungere la principessa.”

Raggiunse il suo baule e in men che non si dica arrivò in cima alla torre. Cautamente si avvicinò alla finestra…

“Quale prodigio!” esclamò la principessa sbalordita, “solo un essere magico potrebbe compiere un simile miracolo, giungere sino a me volando.”

Ilba che tendeva sempre ad esagerare, rispose: “Non sono mica un giovane qualunque, io sono il dio dei Turchi”.

il baule volante

 

Con i suoi racconti non gli fu difficile conquistare anche i genitori della giovane.

Finalmente il sogno di Ilba, diventare onesto e rispettato, si stava per avverare.

Mentre a palazzo si facevano i preparativi per le nozze, Ilba, come al solito, decise di strafare: voleva colpire tutti nuovamente. A sera riempì il baule con fuochi d’artificio, girandole e razzi luminosi per spararli sopra la città… Che spettacolo mai visto! I turchi tutti con il naso per aria, ammiravano le luci colorate che si accendevano e si spegnevano nel buio della notte. Tutti pensarono che il dio dei Turchi fosse capace di portentose magie.

Ancora una volta Ilba commise una sciocchezza, un grosso razzo esplose all’interno del baule facendolo saltare in aria.

il baule volante

Ora non aveva più nulla, e non poteva più presentarsi al palazzo.

Pensate, non aveva più neppure le scarpe ai piedi.

Pieno di vergogna fuggì, la profezia della maga si era avverata, la principessa era stata abbandonata prima delle nozze.

“Che tristezza, il mio promesso è scomparso, sono di nuovo sola .. cari genitori aiutatemi”.

Questa volta Ilba fu veramente fortunato. I sovrani si erano talmente affezionati al giovane che ordinarono alle guardie di trovarlo e condurlo a palazzo, così fecero.. ed Ilba fu costretto a raccontare la sua storia.

“Ilba… non è facile ammettere i propri errori. Tu sei un buon giovane pieno di iniziative, hai la stoffa del sovrano, il popolo ti adora… potrai sposare nostra figlia”.

Così da quel giorno vissero tutti insieme a palazzo allietati dalle fantastiche storie di Ilba.

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