fratellino e sorellina

Fratellino e sorellina – Storie per bambini

Il nostro adattamento della famosa fiaba popolare dei fratelli Grimm, Fratellino e sorellina, che racconta la storia di grande legame tra un fratellino e una sorellina in un paese neanche troppo lontano…

Leggete la fiaba Fratellino e sorellina ai vostri bambini. Buon divertimento!

 

Un giorno, in un paese non lontano,

il fratellino prese per mano la sorellina e le disse:

“Da quando la mamma è morta, non abbiamo più avuto un po’ di affetto. La matrigna ci tratta solo a pane secco e rimproveri. Ah se solo lo sapesse la mamma… E’ meglio andarcene. Nel mondo esisterà un posto anche per noi”.

E prendendosi per mano se ne andarono senza sapere dove. Attraversarono prati, campi e valicarono montagne. Dopo tanto camminare, fratellino cominciò a lamentarsi per la sete:

“Sorellina, sorellina ho la gola secca. Se solo sapessi dov’è una fonte… Ma… Non ti pare di sentire un rumore d’acqua qui vicino?”

I due piccini rimasero un po’ in ascolto, poi si avviarono in cerca della sorgente; ne trovarono una zampillante. Ma, la cattiva matrigna era una strega e con le sue arti malefiche aveva incantato tutte le fonti della foresta. E quando il fratellino stava per bere il primo sorso, alla sorellina parve che l’acqua mormorasse delle parole:

“Chi mi beve diventa una tigre… Chi mi beve diventa una tigre”

E spaventata gridò al fratellino:

“Per carità non bere quest’acqua… Hai sentito cosa mormora? Se bevi a questa fonte, diventi una  tigre e mi divori! Fuggiamo!”

fratellino e sorellina

Il povero bimbo si sentiva la gola ardere,

ma a quelle parole venne via dicendo con pazienza:

“Berrò ad un’altra sorgente”.

Quando furono, di lì a poco, a un’altra fonte, la sorellina udì una voce che diceva:

“Chi mi beve diventa un lupo… Chi mi beve diventa un lupo”

Tirò il fratellino per un braccio quando ormai si era già sporto per una lunga bevuta e disse:

“Non bere nemmeno quest’acqua, altrimenti diventi un lupo e mi mangi!”

Il povero bimbo, arso dalla sete, venne via ancora una volta, dicendo con pazienza:

“Berrò a un’altra sorgente”

Cammina, cammina, arrivarono ad una fonte chiara ed invitante. Il fratellino, ormai stremato voleva bere a tutti i costi. La sorellina si mise all’ascolto ma anche questa volta udì la vocina mormorare:

“Chi mi beve diventa un capriolo… Chi mi beve diventa un capriolo”

La bimba gridò subito al fratello di non avvicinarsi a quella fonte… ma fu troppo tardi perché il bimbo ne aveva già bevuto qualche sorso. Appena l’acqua gli entrò in bocca il bimbo non c’era più e vicino alla sorellina stava accovacciato un piccolo capriolo. Fratellino e sorellina si misero a piangere e rimasero così… senza sapere cosa fare: finalmente la bimba trovò un po’ di coraggio e disse al capriolo:

“Smettiamo di piangere, io rimarrò con te come prima!”

“Grazie sorellina.”

La maledizione della matrigna aveva trasformato il fratellino in un capriolo, ma non aveva potuto togliergli la parola. Camminarono per un lungo tratto in silenzio. Nel fitto della boscaglia trovarono una casetta disabitata, e decisero di fermarsi lì. Dopo tanto vagare avevano voglia di un tetto sicuro. Ogni mattina andavano in giro per la selva per trovare di che nutrirsi: noci, mandorle ed insalata per sorellina e radici, bacche ed erba tenera per fratellino.

Quando il sole tramontava, si stendevano insieme e dormivano placidamente, fino al sorgere del giorno successivo. Una vita beata. Il tempo scorreva quietamente e la bambina diventò presto una bellissima giovinetta.

Avvenne, un giorno, che il re del paese volle organizzare una gran caccia in quella selva. Tutt’a un tratto risuonarono nel bosco i corni dei cacciatori, l’abbaiare dei cani, voci allegre e risa. Il capriolo a quei rumori insoliti, sentì risvegliare gli istinti della sua razza e quanto più quelle voci e quei rumori si avvicinavano tanto meno sorellina poteva farlo star fermo:

“Sorellina mia”, supplicava “Lasciami andare! Se tu sapessi come ho bisogno di correre, di nascondermi.”

La bambina non voleva nemmeno sentirne parlare, ma il capriolo insistette tanto che la convinse, ebbe il suo permesso e se ne andò.

“Bada di ritornare prima di sera. Perché ti possa riconoscere bussa e dì -Aprimi sorellina-altrimenti non aprirò a nessuno.”

fratellino e sorellina

Il capriolo, ora libero di correre nella boscaglia, saltava, giocava ed era felice.

Non passò molto tempo che il re ed il suo seguito si accorsero del bell’animale che li precedeva. Lo inseguirono ma non riuscirono a raggiungerlo. Fece buio e il capriolo ritornò verso la casina al centro del bosco.

“Aprimi sorellina.”

E subito la porta si aprì. Il giorno dopo c’era di nuovo la caccia…

“Sorellina mia”, supplicava di nuovo, “Lasciami andare! Se tu solo sapessi come mi sento bene a correre, come mi diverto a burlarmi di tutti i cacciatori.”

Tanto disse e tanto fece che ottenne nuovamente il permesso della sorella e la sua benedizione, ma l’ammonimento fu sempre lo stesso:

“Bada di tornare prima di sera. Quando torni, picchia forte e chiamami, “Aprimi sorellina” ed io ti aprirò.”

Il capriolo corse via, sparì nel folto degli alberi e iniziò il suo gioco. Ma verso sera i cacciatori erano riusciti a circondare il fratellino ed uno di loro riuscì a ferirlo leggermente ad una zampa, cosicché il capriolo tornò alla casetta zoppicando. Riuscì appena a mormorare:

“Aprimi sorellina”

Ma un cacciatore che era riuscito a seguire la bestiola ferita, giunto vicino alla casetta nel folto del bosco, rimase molto stupito quando sentì il capriolo parlare… Ma ancora di più si sbigottì vedendo una bellissima giovinetta uscire ed abbracciare l’animale.

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Ritornò subito dal Re

a narrargli quanto aveva veduto di magico e incredibile ed il re ordinò che all’alba ricominciassero di nuovo la caccia, proprio dalla casetta nel bosco…Durante la notte, sorellina curò e lavò la ferita del fratellino ma nonostante la brutta avventura fu costretta a farlo uscire di nuovo.

Il giorno seguente, il Re appostato con i suoi cacciatori, come vide uscire il capriolo dalla capanna si recò alla porta della casetta e disse:

“Aprimi sorellina”

Subito la porta si aprì e il Re e la fanciulla si trovarono di fronte. Il Re, abbagliato da tanta bellezza rimase incantato e senza esitare un istante domandò:

“Vuoi venire al mio castello e sposarmi, mia bellissima fanciulla?”

Alla vista del bellissimo giovane, sorellina rispose:

“Sì, mio Re… a patto che il capriolo rimanga con noi.”

“Certo mia futura sposa, e non gli faremo mai mancare nulla. Ma vuoi, per favore, raccontarmi la storia di questa bestiola?”

Sorellina raccontò tutta la triste avventura al giovane Re, il quale mandò subito i suoi soldati dalla perfida matrigna che fu subito imprigionata e costretta a rompere i suoi incantesimi.

Il piccolo capriolo riprese figura umana e visse sempre felice insieme a sorellina e al Re…

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