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Cenerentola – Storie per bambini

Cenerentola è una fiaba classica presente in numerose tradizioni popolari di tutto il mondo, dalla Cina all’antico Egitto. Si contano più di trecento varianti. Nella cultura occidentale, le versioni più conosciute sono quelle di Charles Perrault e dei fratelli Grimm. Anche la Walt Disney ha prodotto la versione, probabilmente, più famosa con il suo omonimo cartone animato del 1950.

In questo articolo vi proponiamo un nostro adattamento di Cenerentola. Buon divertimento!

 

Tanto tempo fa

in un reame lontano viveva una bellissima fanciulla con i capelli color dell’oro, gentile, dolce e affezionata ai suoi genitori. Un triste giorno, la sua mamma si ammalò e morì prematuramente. Il padre, un gentiluomo come raramente si incontrano, per il grande amore verso la figlia, decise di risposarsi per farle avere una nuova mamma. Che grande errore commise! La donna, anch’essa vedova, aveva due figliole che erano l’opposto della bella e gentile Cenerentola, erano così diverse che le virtù della bella Cenerentola facevano risaltare ancor più i difetti delle altre due. La matrigna la detestò a prima vista.

In men che non si dica la tramutò da padrona in servetta e le diede il compito di governare la casa. La povera fanciulla infatti doveva lavare i piatti, spazzare, fare il bucato, strofinare tutto il giorno e servire soprattutto lei e le sue impertinenti figlie. La vestivano con abiti vecchi rattoppati, ma il suo sorriso e la sua gentilezza d’animo infondevano comunque felicità. Le avevano proibito tante cose, ma non potevano proibirle di sognare, la sera infatti, esausta per le fatiche del giorno, si metteva davanti al camino in un piccolo angolo, a sognare momenti di felicità e di gentilezze nei suoi confronti. Le avevano preso persino la sua camera, relegandola nella fredda soffitta.

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Un giorno, però,

si sentì bussare alla porta. Era il messaggero del re:

“Gentili signore, questa sera il principe darà un ballo, ha invitato tutte le fanciulle di buona famiglia del Reame.”

Subito in casa scoppiò l’entusiasmo, la matrigna correva su e giù per la casa alla ricerca degli abiti più preziosi, le sorellastre urlavano dietro alla madre perché non sapevano come vestirsi, e tutte e tre poi si rivolsero a Cenerentola per ordinarle di lavare, stirare inamidare e prepararle per la festa. Solo lei non poteva partecipare. Il suo animo gentile, però, le fece esaudire tutte le richieste delle ingombranti sorellastre.

La più impertinente delle due le disse: Vuoi venire anche tu a palazzo questa sera?” Cenerentola le rispose: ”Magari, ma sono molto stanca e non ho che vestiti rattoppati.” “Hai proprio ragione, i balli reali non sono certo fatti per le sguattere.”

Così, tutte luccicanti, ma non certo belle, salirono in carrozza e se ne andarono a palazzo.

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Cenerentola rimase sola

e pianse per la sua triste sorte. Ad un tratto, ecco apparire dal nulla una bellissima luce dorata. Cenerentola, si spaventò, ma, incuriosita allo stesso tempo, si avvicinò alla luce… Era una fata che arrivava in suo soccorso.

“Ciao Cenerentola, perché piangi piccola mia?”

“La matrigna e le mie sorellastre sono andate al castello alla festa del principe e non hanno voluto portarmi con loro.”

“Oh povera piccina, su, sii felice, tu non solo andrai alla festa, ma, lesta, tu sarai la più richiesta!”

“Ma come posso andare, ho solo vestiti rattoppati!”

“Corri nell’orto e portami la più bella zucca che trovi.”

Cenerentola un po’ perplessa obbedì e tornò subito con la zucca. La fata ringraziò e, alzando la bacchetta magica, disse: “Zucca grassa e colorata in una carrozza verrai trasformata.” La zucca immediatamente si trasformò in una bellissima carrozza, tutta dorata, con quattro bellissimi destrieri.

”Ora pensiamo al vestito…”

E in men che non si dica, ecco apparire un prezioso abito con ricami e lustrini completo di scarpette di cristallo!

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”Su svelta preparati e corri alla festa, ma ricorda, a mezza notte l’incantesimo svanirà e tu ritornerai la Cenerentola di sempre.”

Cenerentola, felice, ringraziò la fata e si avviò in carrozza al castello. Arrivata al castello tutta l’attenzione fu per lei, il principe appena la vide le corse incontro e volle ballare con lei tutta la sera. La matrigna e le sorellastre non si erano neppure accorte che la bellissima ragazza era Cenerentola e così, deluse per il non interesse del principe nei loro confronti, tornarono a casa. Arrivò la mezzanotte e Cenerentola fuggì subito a casa prima che l’incantesimo svanisse.

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Il principe,

che si era già perdutamente innamorato di lei, la fece cercare in tutto il suo regno. Nella fuga Cenerentola, perse una delle sue piccole scarpette di cristallo. Un maggiordomo del regno andò di casa in casa per far provare le scarpette a  tutte le fanciulle del reame. Arrivato a casa di Cenerentola chiese il permesso alla matrigna di provare la scarpetta di cristallo a tutte le fanciulle abitanti nella casa. Subito la matrigna chiamò le sue figliole, ma ogni sforzo fu inutile, la scarpetta era troppo piccola. La matrigna disse allora con rabbia:

“Maggiordomo, esca da casa mia, qui non ci sono più fanciulle.”

Il maggiordomo la guardò contrariato e le disse:

“Signora lei mente, quando sono arrivato mi ha accolto una giovane e graziosa fanciulla.”

“Ma lei è soltanto la nostra serva.”

“Io ho l’ordine di provare la scarpetta a tutte le fanciulle del reame, comprese le servette.”

La scarpetta le calzava magnificamente, il maggiordomo fece un inchino e la condusse a palazzo. Da quel giorno visse insieme al principe felice e contenta.

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