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Biancaneve – Storie per bambini

Fiaba popolare europea scritta dai fratelli Grimm in prima edizione nel 1812, poi seguirono vari cambiamenti fino ad arrivare alla versione definitiva nel 1857. Biancaneve è una fiaba classica che non ci stanchiamo mai di ascoltare e di raccontare, a nostra volta, ai nostri bambini. Una curiosità su questa fiaba è che la Disney ha prodotto, come primo lungometraggio animato, proprio l’omonimo film di animazione nel 1937 col risultato che, la sua versione di Biancaneve, è tra le più famose.

In questo articolo vi proponiamo un nostro adattamento di Biancaneve. Buon divertimento!

Tanto tanto tempo fa

in un castello bellissimo al margine del bosco, vivevano un re ed una bellissima regina con tutti i loro sudditi. Erano molto felici e la vita a palazzo trascorreva spensierata. Avevano proprio tutto. Solo una cosa desideravano: una bella bambina. Arrivò la primavera e con lei anche la bambina, ma la felicità per il Re fu breve, per la prematura scomparsa della sua amata regina. La bambina era stupenda e dolce come il suo nome “Biancaneve”. Il re, per non far crescere la piccola principessa senza una mamma, decise dopo un anno di risposarsi.

La nuova moglie era bellissima, ma molto vanitosa. Voleva essere la più bella di tutte le dame. Aveva uno specchio magico, proprio di quelli parlanti…Tutti i giorni lo interrogava:

“Specchio Specchio delle Mie brame! Chi è la più bella del reame?“

Lo specchio le rispondeva devoto: “Mia regina, non v’è al mondo nessuna fanciulla più bella di te”. Passarono gli anni e la nostra principessina cresceva, ogni giorno più gentile e graziosa che mai. Un mattino la matrigna andò dal suo specchio e fece la domanda di rito: “Specchio Specchio delle Mie Brame! Chi è la più bella del reame?” E lo specchio le rispose: “Mia regina, bella voi siete, ma al mondo una fanciulla più bella di voi c’è, il suo nome è Biancaneve.”

“Specchio tu menti, io sola sono la più bella.” “Sì, voi siete bella, ma la bellezza di Biancaneve è lo specchio del suo buon cuore.”

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La regina a quelle parole si infuriò ed ordinò ad un servo di chiamare il guardiacaccia di corte e gli disse: “Conduci Biancaneve nella foresta, uccidila e portami il suo cuore.” Il guardiacaccia con una scusa condusse Biancaneve nel bosco, ma osservando la sua felicità e la bontà del suo animo non ebbe il coraggio di farle del male. Si inginocchiò al suo cospetto e piangendo le disse: “Principessa, perdonatemi! Avrei dovuto uccidervi per ordine della regina…fuggite lontano e non tornate mai più, la regina è malvagia, è una strega!”

Il guardiacaccia intanto, viste le tracce di un cervo, si mise a cacciarlo, per portare alla regina cattiva un cuore, per farle credere che Biancaneve era ormai morta. Biancaneve, spaventata, fuggì nella foresta addentrandosi sempre più, corse fino a che, esausta ed impaurita, non cadde e si addormentò. Al suo risveglio si trovò vicino ad una bellissima radura, i raggi del sole penetravano fra gli alberi dando al posto un aspetto magico. Ancora impaurita si alzò e riprese il suo cammino seguendo un viottolo del bosco. Il viottolo la condusse davanti ad una piccola e deliziosa casetta.

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Bussò alla porta… bussò ancora… ma non ebbe nessuna risposta. L’uscio però si aprì e Biancaneve rimase stupita nel vedere una casetta in miniatura dove c’erano sette piccole seggioline intorno ad un tavolo con sette piatti, sette bicchieri sette posate, e sette tazze. Aveva fame e così si guardò intorno per cercare un po’ di cibo, mangiò del pane e della frutta che erano sulla tavola e bevve un bicchiere d’acqua. La casetta aveva anche una stanza da letto dove c’erano sette lettini tutti uguali. Biancaneve, stanca per la terribile esperienza vissuta, si addormentò proprio sui sette lettini.

Mentre stava dormendo entrarono i proprietari… Erano sette piccoli nanetti. Immediatamente si accorsero che qualcuno era entrato nella loro casa. Un po’ impauriti presero la scopa che era vicino all’uscio e il più coraggioso si fece avanti seguito dagli altri che borbottavano. “Chi ha mangiato il nostro pane?“ “Chi ha bevuto nel mio bicchiere?“ “Chi ha mangiato la mia frutta?” Ed entrando nella stanza da letto uno di loro disse: “Chi sta dormendo nel mio letto?”

I sette nanetti avevano trovato Biancaneve.

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Quando videro la fanciulla così bella addormentata, non ebbero più paura ed aspettarono il suo risveglio. Immaginatevi la faccia di Biancaneve quando vide i piccoli nanetti. Gli raccontò subito la sua triste storia ed i nanetti commossi le dissero: “Rimarrai con noi, diventerai la nostra mamma.” Biancaneve accettò con gratitudine l’invito ed iniziò per lei un felice periodo insieme ai suoi nuovi amici. I nanetti andavano al lavoro e Biancaneve gli preparava degli ottimi pranzetti e teneva pulita la casa. Ogni sera facevano delle bellissime feste ed i nanetti cantavano e ballavano per lei. Ogni mattina i nanetti si raccomandavano di stare attenta e di non aprire a nessuno.

Intanto a palazzo la regina cattiva era raggiante di felicità, credeva di aver eliminato la sua rivale, ne era tanto sicura che per un po’ si era dimenticata del suo magico specchio. Un giorno però volle interrogarlo e gli porse la fatidica domanda:

“Specchio Specchio delle Mie Brame! Chi è la più bella del reame?”

E lo specchio le rispose: “Mia regina, bella voi siete, ma nella casetta del bosco un fiore ancora sboccia, il suo nome è Biancaneve.”Furiosa di rabbia, la regina corse nei suoi appartamenti e preparò un veleno, vi immerse una mela rossa e con una magica pozione si tramutò in una vecchietta. Così camuffata si incamminò verso il bosco per raggiungere la casetta ed avvelenare la povera principessina. Giunta alla casetta bussò all’uscio, ma Biancaneve, seguendo il consiglio dei nanetti, non aprì, ma la vecchia strega continuò: “Aprimi per favore, sono una povera vecchietta, ho bisogno di un bicchiere d’acqua, sono molto stanca.” Biancaneve, a quelle parole, e vista la vecchietta dall’apparenza innocua, la fece entrare. Le diede l’acqua e la fece accomodare. La vecchia volle contraccambiare regalandole una mela, proprio quella avvelenata!

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Biancaneve le diede un morso e cadde a terra immediatamente. La vecchia fuggì subito per tornare al suo castello, felice di essere lei ora  la più bella. Quando tornarono dal lavoro i nanetti, la trovarono stesa a terra, sembrava addormentata, era bellissima e non ebbero il coraggio di seppellirla, le costruirono un sarcofago di cristallo degno di una regina.

Mentre la trasportavano nella radura più bella del bosco, un principe a cavallo si avvicinò incuriosito dal luccichio che emanava il cristallo. Fermò i nanetti e chiese spiegazioni. I nanetti gli raccontarono la triste storia ed il principe, commosso, volle dare almeno un ultimo bacio alla dolce fanciulla.

Il pricipe le diede un bacio, immediatamente Biancaneve si svegliò, immaginatevi la sorpresa e la felicità di tutti i presenti, i nanetti cominciarono a correre a saltare, e tutti vollero abbracciare Biancaneve. Ma, cosa era successo? La strega cattiva aveva dimenticato una piccola cosa: il suo veleno aveva un antidoto e questo antidoto era proprio un bacio d’amore. Fu così che Biancaneve ed il principe tornarono a palazzo, cacciarono la strega e vissero felici e contenti insieme ai loro amici nanetti.     

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